“Abbiamo fatto l'Italia. Ora (qualcuno…) non vuole fare gli Italiani”
La lotta estrema a qualsiasi forma di immigrazione, le creazione di “ronde” locali, della polizia locale, l’introduzione dei dialetti nell’insegnamento scolastico, le gabbie salariali auspicate, le venti bandiere regionali accanto al vessillo nazionale, i venti inni regionali accanto a quello di Mameli, lo stato di abbandono (anche economico) in cui verte la commissione per i festeggiamenti del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, sono solo alcuni aspetti che mi inducono a pensare che nelle modalità molto spesso propagandistiche e demagogiche della Lega, una secessione strisciante nel silenzio imbarazzante del Governo (con dentro paradossalmente gli eredi di Alleanza Nazionale o del Partito Repubblicano), stia avanzando. E attenzione, con il pretesto, condivisibile dal mio punto di vista, di una necessità di federalismo, di recupero delle proprie tradizioni e della propria storia, che viene aimè banalizzato e radicalizzato per puri motivi populisti o elettorali nell’intento di crea...
