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Il polo logistico contestato

Intervento uscito su TERRA NORDEST il 15 febbraio 2010

Si alzano le voci di dissenso verso il nuovo polo logistico che la Regione del Veneto e l’Autorità Portuale di Venezia vorrebbero creare a Dogaletto nella gronda lagunare nel Comune di Mira (Provincia di Venezia). Il Polo logistico di Dogaletto dovrebbe sorgere su di un’area agricola di 460 ettari tra la laguna e la statale Romea in un’area che l’attuale Piano Territoriale di Coordinamento Regionale prevede ad attività logistiche ma che il Palav, Piano di Area della Laguna di Venezia paradossalmente strumento urbanistico di diretta emanazione dello stesso Piano Regionale, tutela vincolandola dal punto di vista ambientale, paesaggistico e archeologico per la presenza dei resti dell’antico monastero di Sant’Ilario.

Inoltre, a pochi chilometri di distanza, nell’area ex Alumix di Porto Marghera è in costruzione la “Piattaforma logistica Fusina” che rappresenta il terminal futuro delle cosiddette “Autostrade del mare” e che sarà dotata di infrastrutture varie, magazzini, piazzali e quanto serve per creare un polo logistico all’avanguardia. Un progetto che trova consensi anche nel Comune di Venezia e che può avere una sua logica nell’ottica di un recupero produttivo dell’area di Porto Marghera da parte dell’Autorità Portuale e da parte degli enti locali. Un polo logistico che, come auspicato anche dalla stessa pianificazione urbanistica regionale e provinciale, dovrebbe fare sistema anche con le altre realtà simili venete a partire dall’interporto padovano. Ma l’idea di un nuovo polo logistico a Mira pare essere poco condivisa e tutt’altro che “sistemica”. Durissimo infatti il commento in merito di Sergio Giordani Presidente della Società Interporto di Padova: “E' una follia, non serve a nulla e metterebbe in crisi il sistema veneto. Ci sottrarrebbe il 30% del fatturato e avrebbe un effetto a catena per la sovrabbondanza di offerta, già superiore alla domanda. Senza considerare la perdita dei grandi investimenti, anche pubblici, delle strutture logistiche attuali. Lo scenario finale sarebbe l'insostenibilità economica dell'intera filiera con gravi perdite anche occupazionali”. Duro il giudizio anche degli ambientalisti. Italia Nostra contesta duramente il progetto che comporta una graduale cementificazione della gronda lagunare mentre gli ecologisti del Vas considerando logica la scelta dell’area ex Alumix di Porto Marghera per il polo logistico, ritengono illogica la scelta di Dogaletto che rappresenterebbe l’ennesimo esempio di forsennato consumo del territorio per lo più vincolato. Il CAT Comitati Ambiente e Territorio - Riviera del Brenta e Miranese nel frattempo hanno organizzato per il giorno 16 febbraio alle 18.30 davanti al Teatro di Villa dei Leoni di Mira un sit-in di protesta contro il polo logistico. La manifestazione pacifica e rumorosa è organizzata in occasione del Consiglio Comunale straordinario sulla questione del progetto di Polo Logistico a Dogaletto. Il CAT ha indetto un presidio per chiedere all'amministrazione Comunale che respinga senza condizioni un progetto devastante, funzionale alla realizzazione della camionbile lungo l’idrovia Padova-Venezia e della romea commerciale, frutto di logiche speculative.

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